Raccogliere: un gesto da bambino

 

 

 

 

“ […] Io però non avevo in mente di conservare il nuovo, ma di rinnovare il vecchio. […] Ogni pietra trovata, ogni fiore raccolto, ogni farfalla prigioniera era già per me l’avvio di una collezione e, in generale, tutto ciò che possedevo era per me un’unica collezione.

Mettere a posto avrebbe demolito un edificio pieno di spinose castagne, di carte stagnole, di cubetti da costruzione, di cactus, di monetine di rame, che erano astri del mattino, tesori d’argento, bare, alberi totemici e stemmi araldici.

Così su ripiani, in cassetti, in scatole cresceva e si travestiva il patrimonio dell’infanzia.”
                                                                da Infanzia berlinese 
                                                                   
Walter Benjamin 

“E che cosa si fa adesso?” chiese Tommy. “Io non so che cosa abbiate intenzione di fare voi” disse Pippi. “Quanto a me, non me ne rimarrò con le mani in mano: sono infatti una cerca-cose e voi sapete anche troppo bene che questa professione non lascia mai un minuto libero.”
“ Ma cos’è?” domandò Tommy.
“Evidentemente qualcuno che si preoccupa di cercare le cose; non vedo cos’altro potrebbe essere. Il mondo è pieno zeppo di cose, e ci vuole pure qualcuno che si occupi di sapere che razza di cose siano. Questo è appunto il compito dei cerca-cose”.
“Ma che tipo di cose?” insistette Annika.
“Che ne so, qualsiasi tipo di cose” rispose Pippi: “Pepite d’oro, piume di struzzo, topi morti, caramello con lo scopiio, minuscole viti, e così via.”
[…] D’improvviso, Pippi gettò uno strillo acutissimo.
“Mai e poi mai ho visto qualcosa di simile!” gridò sollevando dall’erba una vecchia latta tutta arrugginita. “Che tesoro ho trovato, che tesoro!”
“A che cosa vuoi che ci serva!” disse Tommy
“A tutto” ribattè Pippi” se per esempio ci tieni dei biscotti, diventa una stupenda Scatola-Da-Biscotti; oppure puoi non riempirla di biscotti e allora diventa una Scatola-senza-Biscotti.”
[…] Non aveva ancora terminato il discorso che si udì uno nuovo strillo di Pippi, la quale, trionfante, sventolava un rocchetto senza filo.
“Ma questo è il mio giorno fortunato!” esclamò. “Un rocchetto delizioso per gonfiarci le bolle di sapon, o da appendere con uno spago al collo come collana! Voglio subito andare a casa a farci qualcosa”.

Da Pippi Calzelunghe
Astrid Lindgren