- Raccogliere: un gesto da bambino
- è davvero un invito!
- Parole in libreria
- Se ci mettiamo del latte, diventa una colazione vera...
- Raccogliere
- Rumori in campagna
- Gesti del quotidiano - racconto con immagini
- Il nostro giardino, guardato da lontano
- L'erba del vicino è sempre più verde
- Raccontano di noi
- “Ogni persona che passa nella nostra vita è unica...
- Dalle vacanze, sabbie e terre
- C'é una comoda panchina nuova, al nido
- Educare i bambini con difficoltà uditive insieme agli altri
- In un momento qualunque
- …sFOGLIA la storia…
- Sogni di paperette
- Poesia degli oggetti personali
- Come è bello perdersi nei libri !
- Un nido per comunicare allegramente
- Comunicare con tutti i sensi
- Un progetto architettonico "educante"
- Per raccontare suoni e rumori
- Genitori costruttori di giochi
- Aspettando il camioncino...
- Sembrano tutti uguali, da questa visuale...
- Papà e mamme al secondo incontro
- Seriamente, i genitori giocano, al nido
- Premio nazionale"Infanzia-Piccolo Plauto" al progetto del Nido il cavallino a dondolo
- Il senso di una buca
- Vivere e condividere il nido. La figura paterna al nido.
- Quando "selvaggio" é bello
- Il bisogno di creare....di cambiare
- Un nido d'infanzia "diverso"
- L'inserimento del bambino nel Nido
- Perchè anticipare?
- Comunicare con tutti i sensi
- Il progetto pedagogico del Nido "Il cavallino a dondolo"
- Festa di Primavera
- Diario di una settimana.
Papà e mamme al secondo incontro
Il secondo incontro con i genitori è stato dedicato allo scambio di idee e di impressioni sull’esperienza vissuta nella precedente riunione e nei giorni successivi a casa.
Dopo aver incontrato e utilizzato materiali insoliti con attenzione, curiosità, interesse, sospetto, piacere, difficoltà, quali impressioni sono rimaste? Quali ricordi sono stati recuperati? Quali riflessioni ?
Abbiamo poi visto e osservato insieme filmati e foto che mostrano il gioco dei bambini al nido, anche con gli stessi materiali.
“Forse mi sono divertito più di mio figlio”, racconta un papà. “Diventando adulti si perde progressivamente il contatto con questo genere di stimoli e forse anche la libertà di compiere certe azioni.”
Il piacere maggiore sta proprio nel permettersi di fare senza il timore di essere giudicati.
Il piacere diventa tale quando si abbandona il pensiero di dover produrre qualcosa, in favore di gesti più inutili come l'odorare, il toccare, il ripetere gesti, recuperando così un rapporto più intimo e profondo con le cose e le esperienze, un rapporto più bambino.
“E così”, dice una mamma, “ho capito perché la prima cosa che ha fatto mio figlio quando gli ho portato a casa dalla riunione un braccialetto fatto di salice intrecciato, è stata quella di scioglierlo e trasformarlo in un serpentello…”
Non c’è per il bambino l’idea di un prodotto finito. Le azioni che per noi possono sembrare distruttive, per loro hanno altri significati, come costruire, sperimentare, giocare. Ciò che per noi è un gesto utile a raggiungere un determinato risultato, per loro è molto di più. Sbucciare una banana, ad esempio, è un’azione piena di gioco, non solo funzionale a mangiare la banana; significa sentire una consistenza particolare, scoprire cosa c’è dentro, tirarla, concentrarsi sui filamenti e via dicendo…
Giocare, per il bambino, è un’esperienza totale, non si limita a momenti o a luoghi.
Un papà racconta di come il figlio consideri un gioco alcuni suoi strumenti da lavoro. L’attenzione con cui il bambino guarda questi oggetti, li dispone, li prende, trasformano gli strumenti in qualcosa di meraviglioso. “Come sono belli!”
Vedere le cose come le può vedere un bambino consente all’adulto di cambiare punto di vista e se ci si riesce, conclude il papà, "forse si vive meglio”.
La difficoltà, per gli adulti, è vedere un gioco in elementi che non richiamano questo concetto direttamente. É cosa semplice trovare un elemento ludico in un camioncino colorato e che suona, ma vedere in un rametto o in alcune foglie secche un gioco, non è così immediato. Forse serve un po’ di esercizio.
Ai bambini bastano semplici stimoli e il loro gioco comincia, si trasforma e decolla… anche nel senso letterale del termine… semplici steli di foglie di vite, dopo essere state toccate, annusate, piegate, infilate, possono diventare aerei, così come mostra un filmato fatto durante un momento di laboratorio al nido.
Il bambino, durante il gioco, si concentra, si mette in ascolto, prova, si mette alla prova, conosce, cresce.
Le scoperte che fa, poi le generalizza. Scoperto che nei buchi si possono infilare cose e oggetti, in base alla loro grandezza, i bambini non esiteranno a infilare rametti in ogni fessura o apertura; sopra e sotto le panche, nel cancello, nella rete esterna, in piccoli buchi fatti in un foglio, in piccolissimi buchi fatti dai tarli nelle assi di legno.
Per questa sua seria attività, il bambino ha bisogno di tempo, di un tempo con una durata e una profondità assolutamente soggettiva. Agli adulti spetta il compito di rispettare questo tempo, non sostituendosi a loro, non anticipando azioni, ma mettendosi in ascolto, vedere quali risposte dà, fornire silenziosamente uno stimolo… ricordandosi che ogni azione e ogni materiale è fonte di scoperta e che ogni gesto può diventare sempre più piccolo e che il gioco, per un bambino, non si esaurisce.
“Che soddisfazione”, esclama una mamma, “quando, superato l’imbarazzo iniziale, si riesce a giocare spontaneamente con il proprio figlio, anche in luoghi pubblici, come al parco o in spiaggia!”
E come sono contenti i bambini quando i genitori giocano con loro!
Per il prossimo incontro c'é l’idea di allestire una zona del nido creando insieme occasioni e suggerimenti di gioco per i bambini, utilizzando materiale vario, quello che ad ognuno ispira di più, quello che si ha a casa e si vuole condividere, quello che ognuno trova interessante.
Vi aspettiamo tutti e con la voglia di continuare il gioco!








