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- Il nostro giardino, guardato da lontano
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- Seriamente, i genitori giocano, al nido
- Premio nazionale"Infanzia-Piccolo Plauto" al progetto del Nido il cavallino a dondolo
- Il senso di una buca
- Vivere e condividere il nido. La figura paterna al nido.
- Quando "selvaggio" é bello
- Il bisogno di creare....di cambiare
- Un nido d'infanzia "diverso"
- L'inserimento del bambino nel Nido
- Perchè anticipare?
- Comunicare con tutti i sensi
- Il progetto pedagogico del Nido "Il cavallino a dondolo"
- Festa di Primavera
- Diario di una settimana.
Il nostro giardino, guardato da lontano
Un giardino è natura addomesticata. Per questo è artificiale, a volte arte. Pensiamo ad un giardino artistico, oppure ad arte del giardino quando un giardino è realizzato in stile francese o inglese?
Nella bella Italia può essere così, ma può essere anche altro. Come nella moda, nel design delle auto o nella gastronomia: eleganza che non dimentica la funzione e tanto meno le persone per cui è stato pensato. Meravigliosa ispirazione.
Per questo è particolarmente degna di ammirazione la realtà del giardino del Nido “il cavallino a dondolo” così come è stata presentata, in un breve filmato, a un Convegno a Zagabria.
Ammirevole per come è stato realizzato il concetto di educazione all’aperto con i piccoli, con mezzi essenziali e precisi. Ammirevole per come sono stati pensati i bambini nel giardino, con particolare attenzione innovativa.
Un piccolo capolavoro è lo stesso film.
La telecamera aiuta a vedere i bambini, ma allo stesso momento mostra la loro prospettiva. Come se i bambini osservassero i bambini. Non solo si studiano e si osservano l’uno con l’altro, ma si dedicano anche alla natura che c’è intorno.
Cosa fanno i bambini oltre a questo? Cosa fanno quando non fanno nulla? Alcuni siedono semplicemente e guardano con emozione tutto ciò che li circonda. Altri sono concentrati nell’azione, da soli.
Altri ancora siedono assieme. Quello che fanno riguarda solo loro.
È qualcosa di privato. Anche quando i bambini sono in pubblico hanno diritto alla privacy.
La telecamera rispetta questa necessità, anche se osserva. Si avvicina ai bambini, ma non diventa mai penetrante o invadente, imbarazzante o indiscreta.
I bambini rivolgono la loro attenzione agli altri e alla natura. Fanno questo perché ne hanno la possibilità.
Un singolo gioco, un altalena, potrebbe distrarli. Oppure gli adulti. Questi lasciano loro il tempo.
“Tempo per scoprire” dice un sottotitolo del film. Non è facile per gli adulti e per i pedagogisti sopportare questo. Quanto tempo occorre?
E cosa succede se i bambini non scoprono nulla?
Un po’ di fiducia aiuta in ogni caso.
Il giardino è “un luogo dove le cose accadono” e “che cambia continuamente”, bisogna solo osservare con attenzione e con costanza.
Questo giardino infatti è “un luogo costruito a misura di bambini”. Quando si progetta e si realizza un concetto di giardino come questo, si deve convivere con i risultati. Soprattutto quando i risultati combaciano perfettamente sia con le attese pedagogiche, che con le condizioni ottimali per lo sviluppo dei bambini.
Quando, se non ora, a quest’età, avranno così tanto tempo e quando potremmo offrire ancora così tanto tempo?
Si deve lasciare ad ogni bambino di ogni età il tempo che gli occorre? È vero, ma questa è un'altra storia.
Ben visibile e percepibile il benessere che regna in questo giardino.
Roger Prott - Berlin
(per la traduzione ha collaborato Cinzia Sandri)








